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Emergenza sanitaria, necessario il trasferimento dal campo Roja di Ventimiglia

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Emergenza sanitaria, necessario il trasferimento dal campo Roja di Ventimiglia

ASGI alle istituzioni: le disposizioni legislative per far fronte all’attuale emergenza epidemiologica ci sono e vanno attuate perché permetterebbero alle famiglie e alle persone vulnerabili presenti al Campo Roja di essere trasferite in sicurezza.

L’ ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione ha inviato una lettera alla Prefettura di Imperia, alla Regione Liguria, al Comune di Ventimiglia, nonché all’Azienda sanitaria locale per richiamare nuovamente l’attenzione nei confronti della situazione esistente a Ventimiglia, con particolare riferimento alle persone migranti accolte presso il centro prefettizio Campo Roja e a quelle senza fissa dimora.

Molte delle persone giunte in Italia nelle scorse settimane, termineranno in questi giorni il periodo di isolamento fiduciario disposto dalle autorità nazionali e locali con la conseguenza che le stesse potrebbero allontanarsi dai luoghi di arrivo per tentare di raggiungere altre zone di confine e altri Paesi europei, facilitate anche dalle nuove disposizioni in materia di spostamenti. Al tempo stesso, visto il mutamento della situazione anche nel resto dei Paesi europei, potrebbero aumentare i respingimenti da parte delle autorità francesi”.

Due quindi le urgenze.
In primo luogo, riallocare le famiglie e le persone con patologie croniche e con vulnerabilità psichiatrica attualmente presenti al Campo Roja risulta perciò di primaria importanza.

Per farlo, ricorda ASGI come già richiesto anche da altre realtà del terzo settore, si può far ricorso, almeno nell’immediato, a diverse disposizioni introdotte dal legislatore proprio per far fronte all’attuale emergenza epidemiologica”. Tra esse vi è il potere del Prefetto di disporre la requisizione in uso di strutture alberghiere, ovvero di altri immobili adeguati, per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare, laddove tali misure non possano essere attuate presso il domicilio della persona.
Inoltre il Decreto Cura Italia prevede che, a determinate condizioni e per un periodo temporale limitato le Prefetture possano utilizzare le strutture del sistema di protezione denominato SIPROIMI eventualmente disponibili, ai fini dell’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e dei titolari di protezione umanitaria.

In secondo luogo, ugualmente fondamentale è garantire l’accoglienza: dal 18 aprile scorso, infatti, e nonostante il termine del periodo di quarantena, non sono consentiti nuovi ingressi al campo, con la conseguenza che sul territorio di Ventimiglia iniziano a permanere, senza dimora, persone giunte successivamente a tale data.

“Resta in ogni caso ferma la necessità, nel medio periodo, di trovare una soluzione di accoglienza stabile diversa dal Campo Roja per minori non accompagnati, nuclei familiari e persone portatrici di esigenze particolari, avviando progetti territoriali utili a rispondere ai bisogni specifici di queste persone” .

E’ questa la seconda lettera che ASGI invia alle istituzioni: nella prima, inviata il 7 aprile 2020, l’Associazione chiedeva informazioni sulle misure di prevenzione e gestione del casi positivi adottate nel centro di prima accoglienza prefettizio denominato Campo Roja a Ventimiglia e sollevava la necessità di trovare una diversa sistemazione alloggiativa per minori, famiglie e persone vulnerabili.

Successivamente all’invio di tale lettera, rimasta priva di riscontro, le preoccupazioni espresse si sono purtroppo avverate; a seguito di controlli sanitari, uno dei migranti accolti presso il centro è risultato positivo al COVID-19 e tutte le persone sono state poste in quarantena.

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