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Carovana Europea 2020: quattro giorni di lotta, denuncia e incontri

Dal Sito Melting Pot

La Carovana Europea 2020 è un’iniziativa che nasce da due esperienze collettive attive in due territori differenti: Caravana Abriendo Fronteras e Carovane migranti. E’ un evento di denuncia e testimonianza che a causa dell’emergenza sanitaria si è strutturato in modo diverso rispetto la proposta iniziale, ma che si svolgerà lo stesso dal 26 al 30 agosto in quattro diversi territori: nel nord Italia, in Sicilia, a Bilbao e a Valencia.

Invariato rimane l’obiettivo di denunciare le politiche migratorie dei governi spagnolo, italiano ed europeo e che, anzi, nemmeno di fronte alla pandemia da Covid-19 hanno fermato le dinamiche di respingimento, discriminazione, repressione e sfruttamento nei confronti delle persone migranti.

In questa situazione i collettivi ritengono quindi più che mai necessario non farsi bloccare e continuare a lottare per i diritti e a denunciare le politiche criminali rispetto alle persone che vivono, o attraversano, il territorio italiano, spagnolo o cercano di oltrepassare le frontiere.

La Carovana quest’anno assumerà perciò una forma particolare, sarà in parte in presenza e vedrà attivisti e attiviste muoversi verso alcuni territori, e in parte virtuale, con il contributo video in diretta o registrato dei testimoni che solitamente viaggiano con la Carovana e che non hanno rinunciato a far sentire le loro voci e far conoscere le loro lotte dai luoghi in cui vivono, cioè il territorio Mesoamericano, il Nord Africa, la Rotta Balcanica, le isole greche, ma anche il territorio palestinese e varie parti del Pianeta che purtroppo vedono calpestati i diritti umani delle persone migranti.

Le realtà promotrici

Carovane Migranti è un collettivo nato nel 2014, formato da attivisti/e volontari/e e solidali, autofinanziati, di varie età e profili, nato da persone che avevano uno sguardo sul Messico come corridoio migratorio e che si sono rese conto che anche l’Italia, in quanto paese d’approdo e di transito per raggiungere altri paesi, stava diventando un paese in cui si perpetravano discriminazioni e violazioni dei diritti umani. L’idea che ha fatto nascere il collettivo è stata quella di viversi come un ponte per dare voce a persone che vivevano i territori in cui il fenomeno migratorio aveva un impatto evidente, e per permettere lo scambio di pratiche collettive e ricerca di verità e giustizia e dignità per i diritti di tutti/e.
A partire dal 2014 ogni anno sono state organizzate Carovane che viaggiavano lungo i territori italiani e stranieri, insieme a testimoni provenienti da diverse parti del mondo, con l’obiettivo di denunciare e rendere note le lotte di persone che vedevano e vedono continuamente negati i loro diritti.

L’anno scorso due esperienze, Caravana Abriendo Fronteras e Carovane Migranti, si sono incontrate grazie alle reti costruite negli anni passati, camminando insieme in Spagna, fino a Ceuta, in Tunisia e in Messico con il Movimiento Migrante Mesoamericano e anche quest’anno hanno deciso di avanzare insieme una nuova sfida che si propone di allargare le pratiche comuni, di costruire comunità in resistenza, di individuare insieme forme di lotta e di denuncia efficaci.

Caravana Abriendo Fronteras è, invece, una rete nata nel 2016 con la carovana in Grecia, formata da diverse organizzazioni e collettivi spagnoli, che rivendica pratiche di buona accoglienza e diritti di libertà di movimento per tutte le persone, denunciando le situazioni in cui questi diritti non vengono rispettati, e sensibilizzando la cittadinanza in modo che questa possa essere parte attiva nella realtà, sentendo, pensando e agendo.

Il programma

Le quattro giornate internazionali in cui si svolgerà la Carovana Europea, sono segnate da altrettanti assi tematici comuni e le diverse Carovane saranno collegate via web e condivideranno così le iniziative e i contributi raccolti in diretta. Fondamentale la presenza dei testimoni dal Mediterraneo, Centroamerica e Balcani che quest’anno non potranno purtroppo viaggiare con le delegazioni ma che incontreremo via web con contributi registrati e in diretta.

Nel nord Italia la Carovana partirà da Torino il 26 agosto, per spostarsi verso il confine del nordest, raggiungere Trieste, Udine e il CPR di Gradisca. Ritornerà poi in Piemonte, in provincia di Novara, per denunciare la guerra e il traffico d’armi di fronte alla Leonardo-Finmeccanica. Si sposterà poi a Saluzzo, territorio tristemente famoso per lo sfruttamento lavorativo dei migranti, e infine sui passi del popolo migrante in movimento tra Oulx e Briancon, per finire con un presidio di fronte al CPR di Corso Brunelleschi a Torino.

Anche la Sicilia – in quanto Frontiera sud – parteciperà alla Carovana 2020, prendendo una posizione all’interno della rete euro-mediterranea, portando i propri corpi nei luoghi siciliani di frontiera, di sfruttamento, di violenza, di esclusione. Il contributo siciliano, in linea con i temi selezionati per la Carovana, si svolgerà ogni giorno in un luogo emblematico: a Catania, la prima giornata, per denunciare le politiche di Frontex, raccontare le prassi illecite nel confine Sicilia e il ruolo della base militare di Sigonella; a Pozzallo, la seconda giornata, per denunciare il sistema Hotpost e per raccontare le lotte contro la militarizzazione della Sicilia e il MUOS; a Campobello di Mazara, la giornata conclusiva, per parlare del caporalato e dello sfruttamento lavorativo dei migranti. Inoltre, verranno condivisi video che riguardano gli sbarchi di Lampedusa, il ghetto di Cassibile, le iniziative a Palermo per la regolarizzazione dei e delle migranti.

La parte spagnola, invece, si svolgerà tra Valencia e Bilbao, dove nelle mattinate ci saranno momenti per conoscere e dibattere su esperienze, lotte e proposte in base a interventi comuni online, con la partecipazione di testimoni, attivisti/e o protagonisti di esperienze vissute in Europa, ma anche in Africa, Asia e Americhe. Nei diversi pomeriggi, invece, la carovana si mobiliterà in luoghi quali la fabbrica di armi ITP Aero Barakaldo, il porto di Bilbao, la baia di Plentzia/Gorliz, il porto di Burriana e altri, insieme a organizzazioni e collettivi del luogo per denunciare situazioni che attentano ai diritti delle persone migranti o per conoscere esperienze positive.

Quattro giorni di lotta, denuncia e incontri per non smettere di far sentire la voce di chi ogni giorno vede calpestati i propri diritti o quelli dei propri cari. Per ricordare che la solidarietà è un cammino comune tra i popoli.

Anna Toniolo

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