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Lettera aperta: IL GRIDO DELLA MARGINALITÀ

RETE DASI invita a sottoscrivere e sostenere questo appello di Strada SiCura perché pur essendo rivolta alla situazione specifica di Trieste riguarda il sostegno medico e sociale di tutte le fasce vulnerabili del Friuli Venezia Giulia


SOTTOSCRIVI LA LETTERA

Otto mesi fa, Strada SiCura iniziava la sua attività di tutela sanitaria e diritto alla cura in uno degli spazi di maggior fragilità del nostro territorio: Piazza della Libertà, Trieste.
Siamo nati e cresciuti, spinti dall’urgenza della prima ondata pandemica di Sars-Cov2 (Covid19), con l’obiettivo di tutelare soprattutto individui marginalizzati e discriminati, cioè migranti in arrivo dalle atrocità della Rotta Europea-Balcanica e individui senza fissa dimora. Durante il primo lockdown abbiamo dovuto fronteggiare diverse carenze e criticità: Strada SiCura ha fin da subito tentato di compensare i vuoti istituzionali per tutelare le categorie vulnerabili, facendo il possibile per garantire cura, prevenzione e divulgazione sanitaria.
Tuttavia, con il passare dei mesi e con il temporaneo miglioramento del quadro epidemiologico su territorio italiano, invece che assistere alla strutturazione di piani sanitari trasversali per la prevenzione e la gestione della pandemia e di future seconde ondate, abbiamo assistito ad un progressivo impoverimento dei servizi alle persone per strada.

Cosa è successo?
-Il 17 Maggio è stato chiuso l’Help Center, un servizio che, durante i mesi della prima ondata, aveva garantito un ponte con l’azienda sanitaria e la distribuzione dei posti letto nei dormitori cittadini.
I dormitori e i centri diurni, luoghi fondamentali di assistenza e ristoro, sono stati resi meno accessibili a causa delle nuove misure anti Covid19 ed escludono i migranti: la comunità viene privata di spazi caldi, riparati, con servizi igienico-sanitari pubblici e accessibili.
-Non è mai stato programmato né attuato alcun piano di tutela sanitaria specificatamente rivolto alle marginalità nell’area di Piazza della Libertà

Siamo a Novembre inoltrato e al momento non si vedono all’orizzonte progetti per la gestione integrata dei vari problemi: il buio arriva prima, le notti sono sempre più fredde, il Covid19 è ampiamente diffuso tra la popolazione con un rischio di contagio ben più elevato che nei primi mesi dell’anno.
Ci chiediamo come mai la prima ondata non abbia messo in moto le istituzioni.
Farsi carico in modo globale e strutturato della situazione socio-sanitaria e assistenziale di ogni individuo della popolazione, con la costruzione di percorsi di cura per tutti gli individui dovrebbe essere UNA PRIORITA’.

Strada Sicura chiede il supporto di cittadin* e di associazioni per sollecitare una RAPIDA RISPOSTA delle istituzioni comunali e sanitarie al fine di trovare IMMEDIATE SOLUZIONI ad una condizione divenuta ormai intollerabile per un paese che voglia ritenersi civile.

Chiediamo dunque:

-L’accesso ai dormitori con servizi igienici e posti letto senza selezioni e con procedure anti-Covid19 più snelle (es: tamponi rapidi).

Servizi igienici pubblici nei pressi della stazione centrale accessibili a tutta la popolazione la riapertura di un centro di coordinamento tra le varie strutture di accoglienza per l’individuazione delle fragilità e l’assegnazione di posti letto a individui senza fissa dimora (sul modello del progetto Help Center)

Piani di tutela della salute mirati al sostegno sanitario di fasce deboli della popolazione e alla presa in carico delle situazioni di maggior fragilità

La pandemia di Covid19 non può diventare il pretesto per ignorare, discriminare e marginalizzare le categorie più fragili, esponendole di fatto ad un rischio ulteriore in termini di salute psico-fisica.
La prospettiva è quella di riunire all’interno di una rete solidale e collaborativa cittadin* e realtà che già operano quotidianamente sul territorio triestino, con lo scopo di giungere assieme ad una trasformazione del tessuto sociale che metta in primo piano diritti, dignità, coesione e solidarietà.

- SOSTEGNAMO E PARTECIPIAMO -

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