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PRIMO CASO DI COVID-19 AL CPR DI GRADISCA

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 Gianfranco Schiavone (ASGI) spiega perché è necessario chiudere tutti i CPR e in primo luogo quello di Gradisca dove si è verificato il primo caso di positività al Covid-19. 1) I CPR sono luoghi che per condizioni di promiscuità ed igienico-sanitarie sono pericolosissimi per la diffusione del coronavirus 2) Nei CPR sono rinchiuse persone solo al fine di essere espulse dall’Italia, ma in questo momento tutti i Paesi hanno chiuso le frontiere, dunque anche volendo non si possono espellere le persone. Analoga richiesta è stata fatta da il garante nazionale per i diritti delle persone carcerate e/o nei CPR e da parte della Commissione per i diritti civili Europea che ha chiesto un pronunciamento dell’Europa su questa questione ricordando che il Belgio, la Spagna, l’Olanda e il Regno Unito già si sono mossi in questo senso.

Don Luigi Di Piazza illustra il documento elaborato dall’ASGI con precise richieste per la salute dei migranti e dei richidenti asilo in relazione all’emergenza Coronavirus. La salute dei migranti è salute di tutta la collettività.

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“Nei periodi di crisi, gli effetti delle disuguaglianze formali e sostanziali diventano ancor più evidenti.

RETE DASI FVG ha sottoscritto insieme a centinaia di altre organizzazioni e associazioni italiane il documento vhe potete leggere qui sotto e che vi invitiamo a firmare e a condividere.

EMERGENZA COVID-19. L’IMPATTO SUI DIRITTI DELLE/DEI CITTADINE/I STRANIERE/I E LE MISURE DI TUTELA NECESSARIE: UNA PRIMA RICOGNIZIONE

Il documento sottoscritto da decine di associazioni vuole spezzare il silenzio ed evidenziare le criticità che, in questa drammatica situazione di emergenza da COVID-19, caratterizzano la condizione delle persone straniere ed in particolare dei/delle richiedenti asilo, delle persone senza fissa dimora e dei lavoratori e delle lavoratrici ammassati negli insediamenti informali rurali.

Persone che ad oggi sono prive di effettiva tutela, nella maggioranza dei casi anche degli strumenti minimi di contenimento (mascherine e guanti – acqua, servizi igienici), ed oggettivamente impossibilitate a rispettare le misure previste dal legislatore, vivendo in luoghi che di per sé costituiscono assembramenti.

Il documento non si limita ad enucleare dette criticità ma propone e chiede al legislatore soluzioni concrete ed immediate, che consentano di garantire a tutte le persone le medesime tutele previste dai provvedimenti per contenere il contagio da coronavirus.

Con specifico riguardo ai Centri straordinari di accoglienza (che dalla riforma del cd. decreto sicurezza n. 118/2018 sono diventati grandi contenitori di persone, con significativa riduzione dei servizi, compresi quelli sanitari), le Associazioni firmatarie chiedono che vengano chiusi, riorganizzando il sistema secondo il modello della cd. accoglienza diffusa in piccoli appartamenti e distribuiti nei territori, essendo impossibile nei contesti attuali il rispetto delle misure legali vigenti, a partire dalla distanza tra le persone e al divieto di assembramenti.

Il Documento chiede, altresì, che venga consentito l’accesso al SIPROIMI anche per coloro che ne sono stati esclusi dal decreto sicurezza (titolari di permesso umanitario, richiedenti asilo) e che le persone senza fissa dimora o che vivono negli insediamenti informali rurali (cioè che lavorano per l’agricoltura per fornire i prodotti per la vita quotidiana) siano accolte in strutture adeguate, con dotazione di acqua e servizi igienici, oggi assenti in questi ultimi.

Analoghe richieste chiediamo per i CPR e gli Hot-Spot, evidenziando, quanto ai primi, la necessità di impedire nuovi ingressi e per le persone già trattenute di disporre le misure alternative al trattenimento, stante l’impossibilità attuale di eseguire ogni rimpatrio nei Paesi di origine.

Il documento non si dimentica neppure della situazione in cui versano le persone migranti che anche in questo periodo possono arrivare in Italia, per cercare di sottrarsi a morte e torture nei campi in Libia o in fuga da situazioni di grave pericolo. Rispetto a costoro chiediamo che vengano predisposte misure che consentano la rapida indicazione di un porto sicuro per lo sbarco e la predisposizioni di protocolli atti ad evitare la diffusione della pandemia in corso.

Il Documento non dimentica nemmeno di esortare il legislatore a non ignorare le riforme che da tempo sono urgenti per le persone straniere e per la democrazia tutta, dalla cittadinanza, all’abrogazione dei cd. decreti sicurezza, alla sempre più urgente regolarizzazione.

L’insieme di queste richieste, che ci auguriamo il legislatore e tutte le competenti autorità prendano immediatamente in considerazione, non rispondono solo ad una imprescindibile necessità di trattamento uguale per tutte le persone, “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (art. 3 Costituzione), ma ad una necessità per la salvaguardia dell’intera salute pubblica.


Adesioni delle associazioni

ASGI, ActionAID, NAGA, Intersos, Mediterranea Saving Humans, Gruppo Abele, Libera, Focsiv, Magistratura Democratica, Legambiente, Avvocato di strada onlus, Progetto Melting Pot Europa, Emergency, SOS MEDITERRANEE Italia, Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), DiRe –  Donne in rete contro la violenza, Borderline Sicilia, Borderline Europe, Gruppo Lavoro Rifugiati Onlus, Associazione Cittadini del Mondo, Legal Team Italia, Clinica Legale per i Diritti Umani dell’Università di Palermo (CLEDU), Refugees Welcome Italia, Clinica legale Immigrazione UniromaTre, Giuristi Democratici, AOI, Associazione Babele, Terra!, Campagna Lasciatecientrare, ARCI, Alterego – Fabbrica dei Diritti, Anolf Venezia, APS Meticcia, ARCI L’AQUILA APS, Associazione CDG- Centro Donna Giustizia di Ferrara, Associazione Coro Voci dal Mondo – MESTRE, Associazione Di Casa, Associazione ESODO, Associazione Mantova Solidale, Associazione Nuovi Ponti, Associazione Perilmondo Onlus, Be free cooperativa contro tratta violenze e discriminazioni, C.I.S.M. Spinea OdV, Camera a sud Aps, Campagna welcome Taranto, Casa di Amadou, Centro per lo sviluppo creativo Danilo Dolci, CESIE, CIAC Parma, Cisl Venezia, Cobas Palermo, Comunità Oasi2, Consorzio S.I. Sviluppo e Innovazione scs, Consorzio Veneto Insieme, Cooperativa Sociale Il Sestante, Dedalus, Di.Fro – Diritti di frontiera, Esc Inforights, Fondazione di partecipazione E’ stato il Vento – Riace, Fondazione Pangea, Forum Antirazzista Palermo, GEA cooperativa sociale, Giraffa Onlus, Immigrati Cittadini, Karibu Onlus -CasaKaribu, La Kasbah, La Strada Giusta, Laboratorio 53 Onlus, LGBT+diritti RENZO E LUCIO A.P.S. Lecco, Lo Straniero APS, Lunaria, Mai più Lager-no ai CPR, Medici contro la tortura, Mochila – spazio itinerante, Ohana Associazione di volontariato, On the road cooperativa sociale, PAX CHRISTI ITALIA. Pensare Migrante, Presidio Libera Bari, Progetto Accoglienza di Borgo San Lorenzo, Rete DASI FVG, Sanità di Frontiera, SOLIDARIA Bari, Solidaunia, SOS Rosarno, Sportello FuoriMercato di Villa Roth, Il Grande Colibrì – Essere LGBT nel mondo, Cooperativa Sociale Diapason, Forum per cambiare l’ordine delle cose, Fondazione Migrantes, Associazione radicale Certi Diritti, Ex Canapificio, Ambasciata dei diritti Marche, Progetto 20K, Circolo Arci Svegliarci palagiano, Differenza Donna, Lungo la Rotta Balcanica, Arci solidarietaThomas Sankara, Associazione Camminare Insieme ODV, Comitato Insieme Senza Muri Associazione Culturale Teatrale officineperegrine teatro, DALLA PARTE DEI BAMBINI, Gus Gruppo Umana Solidarietà, Forum italo tunisino, U.i.l.Puglia, CPIA di Pordenone, Comitato della pace di terra di Bari, MoVI – Movimento Volontariato Italiano, Osservatorio Solidarietà – Milano, UnitedCultures, BAOBAB EXPERIENCE, Associazione Trama di Terre Aps onlus, SAMIFO, Open Arms Italia, ASSOCIAZIONE TAMPEP ONLUS, APS Booq, YaBasta! – Scisciano, Ero Straniero, Cooperativa Caracol, Time For Africa, Cambio Passo APS-ONLUS, Acea Odv, Centro Astalli per l’assistenza agli immigrati – Catania, UNIONE DONNE IN ITALIA APS, APS Cambalache, Il richiamo del Jobél odv, Fondazione Casa della carità “A. Abriani”, MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI BLOG, Associazione VocidiDONNE, Maurice LGBTQ

#Ioaccolgo

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sabato 21 settembre  un flash-mob per presentare ufficialmente, anche Friuli Venezia Giulia, la campagna nazionale
#IoAccolgowww.ioaccolgo.it.


Monfalcone, ore 12, Piazza della repubblica
Udine, ore 15.30, piazza Venerio
Trieste, ore 16.30, piazza Ponte Rosso
Pordenone ore 15.00, piazza Cavour


Verranno distribuite coperte termiche, quelle fluorescenti, note nell’immaginario collettivo come oggetto distintivo del primo soccorso ai migranti. oggetto simbolo della campagna #IoAccolgo, vogliono mostrare al mondo che in Italia, e anche a Pordenone, c’è chi accoglie e resiste, e che l’umanità e la solidarietà non sono morte.

Le politiche fortemente restrittive e repressive, adottate da Governo e Parlamento italiano nei confronti dei richiedenti asilo e dei migranti (ma non solo), oltre ad aver palesato il loro volto razzista e disumano, mettono fortemente a rischio i principi affermati dalla Costituzione e dalle Convenzioni Internazionali, producendo inoltre nefaste conseguenze sulla tenuta culturale e sociale dell’intero paese. per questa ragione enti, organizzazioni della società civile, soggettività e sindacati, hanno lanciato la campagna “Io accolgo” e invitano tutti coloro che condividono i valori dell’accoglienza, della solidarietà e dell’inclusione ad aderirvi e a parteciparvi attivamente, come singoli/e cittadini/e o come organizzazioni/enti.

RETE DASI, Rete Solidale Pordenone, Circolo Arci Tina Merlin Montereale, ArciPelago Cordenons, Prima le Persone, Libera FVG, libera San Vito – Casarsa, Legambiente Pordenone, Restiamo Umani PN, Casa del Popolo di Torre, ICS Trieste, Centro Balducci Zugliano

#discontinuità? Appello

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Al Presidente del Consiglio incaricato Dott, Giuseppe Conte
per tramite del signor Prefetto di Trieste, Commissario di Governo
 
Ai Segretari/Presidenti nazionali del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico
per tramite dei Segretari/Presidenti del FVG
 

APPELLO

Il Presidente della Repubblica  conferisce a Conte il mandato per dar vita ad un NUOVO Governo.

Noi,  che abbiamo denunciato  gli atti di disumanità verso gli ultimi (di qualsiasi condizione e provenienza) fino a voler consegnare i naufraghi del mediterraneo nelle mani dei loro aguzzini libici, le pericolose sottovalutazioni dei gravi cambiamenti climatici che generano tra l’altro aumenti inevitabili delle migrazioni dal sud del mondo e le derive autoritarie contenute nei decreti sicurezza che impongono galera a chi protesta e scende in piazza, abbiamo visto con favore l’ implosione del precedente Governo e l’apertura della crisi.
Lunedì  Salvini ha firmato,  forse il suo ultimo atto da Ministro, un decreto che impedisce  l’ingresso della nostra nave umanitaria Mediterranea con il suo carico di persone salvate, tra cui  bambini, loro madri e donne incinte, da  un gommone che stava affondando, mentre purtroppo alcuni degli occupanti era già affogati: perchè per quelli dell’ EX Governo della disumanità anche il salvataggio e il soccorso di persone è vietato. Bisognava lasciarli morire ( oltre 900 dall’inizio dell’anno nel Mediterraneo sono morte/i per MSF) o riconsegnarli ai carcerieri libici.

CI RIVOLGIAMO AL PRESIDENTE INCARICATO CONTE, AI 5 STELLE, AL PD: se giustamente volete fare scelte di discontinuità e di cambiamento, prima ancora che mostrare una svolta legislativa, prima di strutturare una nuova accoglienza coinvolgendo l’Europa e cambiando le ingiuste regole di “Dublino”FATE ORA ENTRARE LA NAVE ITALIANA MEDITERRANEA E SCENDERE TUTTE LE PERSONE  A BORDO, SUBITO !

PRIMA DELLE LEGGI. DEGLI ACCORDI DI PROGRAMMA, DELLA DISTRIBUZIONE DELLE CARICHE DI GOVERNO, SALVIAMO LE VITE UMANE, TUTTE !
PRIMA LE PERSONE !!!

RETE D.A.S.I. FVG (rete diritti accoglienza solidarietà internazionale)
c/o Centro E. Balducci – Zugliano (UD)

Don Luigi di Piazza del Centro Balducci di Zugliano, fra i promotori della manifestazione del 13 aprile a Trieste.

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RIFLESSIONE ALLA MANIFESTAZIONE DI TRIESTE 13 aprile 2019

Onorato, commosso nell’iniziare questa riflessione a conclusione della manifestazione, in continuità con quelle ascoltate lungo il percorso per esprimere la ricchezza delle diversità di vissuti, esperienze, denunce, proposte…

Siamo tante, tante persone che si sentono di rappresentare tutte quelle che, per diversi motivi, non hanno potuto esserci fisicamente, ma ci sono per la condivisione di sintonie, contenuti, prospettive. Forniamo un noi pluralista, variegato, colorato, vivace e appassionato. Abbiamo camminato insieme per dire che noi non siamo neutrali, la neutralità è una finzione e una ipocrisia; siamo schierati dalla parte delle persone, prima le persone con particolare attenzione a chi è più debole, più fragile, è messo ai margini, privato della uguaglianza dei diritti, fino alla negazione, fa più fatica nella vita; fra loro gli immigrati arrivati negli anni fra noi e che continuano ad arrivare.

Siamo preoccupati per questo mondo, per questa Italia e per questa regione Friuli Venezia Giulia per questo pensiero negativo (che certo non merita di essere chiamata cultura) di indifferenza, di avversione, fino all’odio nei confronti dell’altro diverso, qualsiasi siano le diversità, in particolare verso gli immigrati. Un’etica laica condivisa freme dentro di noi di sdegno morale per l’arroganza, la supponenza, la brutalità che vengono in continuità espresse in parole, atteggiamenti, scelte politiche e di seguito legislative come la Legge sicurezza verso cui esprimiamo il totale dissenso per le situazioni di disumanità che produce, per l’insicurezza che alimenta per potere su di essa continuare a nutrire diffidenze, paure, allarmismi, esigenza di ulteriori decisioni repressive.

Siamo a Trieste, capoluogo della Regione, una città bella, con una storia significativa di convivenza fra persone e comunità diverse come in questa nostra Regione Friuli Venezia Giulia. La bellezza di una città è tale se insieme al paesaggio, al mare, alle ricchezze storiche e culturali, spirituali, artistiche si realizza la convivenza pacifica delle differenze, quando le persone ci vivono con una reciprocità accogliente, qualsiasi siano la provenienza, la condizione sociale ed economica, le espressioni culturali, linguistiche e religiose. Il decoro di una città è stabilito da queste dimensioni non da un’estetica privilegiata e da una concezione della pulizia che pretende in modo disumano di far sparire i poveri, i senza tetto, i mendicanti. Una città che comprende anche una memoria dolorosa; proprio nella Piazza Unità qui accanto il 18 settembre 1938 il Duce Mussolini promulgò le leggi razziali, razziste.

…. continua