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Respingimenti illegali e violenze ai confini: un rapporto di Border Violence Monitoring Network Balcani, aprile/maggio 2020

Dal Sito Melting Pot

Sommario

Nel seguente rapporto sono raccontate le storie di 736 persone che sono state soggette a respingimenti nei Balcani occidentali e in Grecia. Il Border Violence Monitoring Network (BVMN) ha continuato a registrare elevati livelli di espulsioni transfrontaliere illegali durante tutto il periodo di lockdown per il COVID-19 e di allentamento delle misure di sicurezza. I resoconti diretti di queste azioni – condotte dalla polizia, dalle forze armate statali e da Frontex – provengono da confini diversi che vanno dal fiume Evros tra Grecia e Turchia fino al confine italo-sloveno.

Questa pubblicazione fornisce aggiornamenti sul campo relativi ai mesi di aprile e maggio, dando testimonianza della situazione lungo le frontiere esterne dell’UE e della violenza persistente.

L’analisi si concentra su alcune delle violenze più sorprendenti che si sono verificate negli ultimi mesi, in particolare sull’utilizzo da parte della polizia croata della vernice spray per marchiare gruppi di migranti. Le testimonianze delle persone prese di mira confermano le pratiche di frontiera croate come atti di tortura, trattamento disumano e degradante.

Nel frattempo, dall’altra parte del confine in Bosnia-Erzegovina sono emerse prove concrete della violenza sistemica nei campi finanziati dall’UE con percosse da parte della polizia e dalla sicurezza filmate dalle telecamere. Inoltre a causa dei nuovi respingimenti effettuati dall’Italia nell’ambito di un processo di “riammissione informale” con la Slovenia, ancora più persone sono sottoposte a questo ciclo di violenze ai confini e nei campi.

In Grecia l’entità dei respingimenti – avviati sia dal continente che dalle isole dell’Egeo – continua ad essere al centro dei resoconti sul campo. In questa relazione sono riportati dodici incidenti separati, che riguardano quasi 600 persone, con attenzione al trasferimento, alla detenzione e all’espulsione violenta in Turchia. Gli intervistati sono numerosi e sono stati sequestrati da una serie di siti urbani, campi, centri di detenzione e zone costiere, denotando il modo sistematizzato in cui la Grecia sta effettuando respingimenti di massa.

La relazione esamina anche i respingimenti in territorio greco dalla vicina Albania, mettendo in evidenza gravi illeciti e violenze da parte della missione Frontex che opera al confine. Queste prove coinvolgono senza dubbio l’agenzia europea nelle pratiche illegali ai confini e nella violenza contro i migranti. Anche gli sviluppi più recenti, come i procedimenti giudiziari contro l’Ungheria e la Croazia, sono oggetto di analisi.

A questo si affiancano altri approfondimenti, come gli aggiornamenti dalla Serbia, dove la presenza dell’esercito, i centri di accoglienza recintati e gli attacchi fascisti hanno segnato un forte aumento della violenza contro le comunità in transito. Il rapporto riguarda anche un’indagine su una sparatoria da parte dell’esercito greco, la presenza delle autorità croate sul confine verde, la questione degli alloggi nel cantone di Una-Sana, un’analisi dei respingimenti “a catena” dalla Serbia, e gli aggiornamenti sugli sfratti abitativi tra Atene e Salonicco.

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